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Levante e Medio Levante contro il regolamento sulle rotture stradali, il Pd: «Voto ideologico contro i cittadini»

Il Partito Democratico attacca i Municipi Levante e Medio Levante, unici due a guida centrodestra ad avere votato contro la riforma sulle manomissioni del suolo pubblico. Secondo i dati della fase sperimentale, 15 cantieri sono già stati sanzionati e altri 2 sono in corso di sanzione

Il nuovo regolamento comunale sulle rotture del suolo pubblico diventa terreno di scontro politico tra il Partito Democratico e i due Municipi genovesi guidati dal centrodestra, Levante e Medio Levante, accusati di avere votato contro un provvedimento che, secondo la maggioranza, avrebbe già dimostrato la propria efficacia nella fase sperimentale dei controlli.

Al centro della polemica c’è la riforma delle regole sulle manomissioni del suolo pubblico, cioè gli interventi che comportano scavi, aperture o ripristini su strade e spazi comunali. Il nuovo impianto prevede controlli più stringenti, un gruppo tecnico intersettoriale incaricato delle ispezioni, un registro delle non conformità e sanzioni più incisive nei confronti di chi non esegue i ripristini a regola d’arte. L’obiettivo dichiarato è evitare cantieri lasciati in condizioni non adeguate, asfalti ripristinati male e interventi che, dopo la chiusura dei lavori, continuano a pesare sulla qualità delle strade e sulla sicurezza di chi le percorre.

Il dato su cui insiste il PD è quello emerso dalla fase sperimentale: su 25 cantieri ispezionati, 17 sono risultati irregolari. Di questi, 15 sarebbero già stati sanzionati e altri 2 sarebbero in corso di sanzione. Inoltre, su 3 aperture di sedimi stradali richieste per verifiche puntuali, 2 non sarebbero risultate conformi. Numeri che, secondo il centrosinistra, dimostrerebbero la necessità del regolamento e la funzione concreta del nuovo sistema di controlli.

La critica politica riguarda il voto espresso dai Municipi Levante e Medio Levante. Secondo il Partito Democratico, negli altri 7 Municipi il provvedimento avrebbe ottenuto un consenso trasversale, con voti favorevoli o astensioni anche da parte di consiglieri del centrodestra. I due territori amministrati dal centrodestra sarebbero quindi rimasti isolati su una posizione giudicata dal PD pregiudiziale e non giustificata nel merito.

«I risultati della fase sperimentale sono già significativi», afferma l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante. «In cinque giornate di controlli nei Municipi Ponente, Centro Ovest, Bassa e Media Valbisagno, Medio Levante e Levante, su 25 cantieri ispezionati 17 sono risultati irregolari, 15 già sanzionati e 2 in corso di sanzione. Su 3 aperture di sedimi stradali richieste per verifiche puntuali, 2 non sono risultate conformi. Questi dati dimostrano che il nuovo Gruppo Tecnico Intersettoriale funziona e che il Regolamento era necessario».

Il segretario genovese del PD, Francesco Tognoni, parla di una scelta politica incomprensibile da parte dei due Municipi. «Il voto contrario di Levante e Medio Levante è un atto di chiusura politica incomprensibile», sostiene. «Di fronte a una riforma che garantisce trasparenza e decoro, queste amministrazioni locali hanno preferito l’isolamento ideologico all’interesse collettivo, voltando le spalle a un percorso condiviso che sta già dimostrando la sua efficacia in gran parte della città».

Sulla stessa linea la capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Martina Caputo, che richiama il dato politico dei 7 Municipi favorevoli o comunque non contrari. «Sette Municipi su nove, con voti trasversali, hanno riconosciuto il valore di questa riforma. Levante e Medio Levante sono rimasti soli. Chiediamo al centrodestra municipale di spiegare ai propri cittadini le ragioni di un no che non ha trovato alcuna giustificazione di merito», afferma.

La riforma era stata presentata dalla giunta come uno strumento per mettere ordine in un settore spesso oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini: strade aperte per lavori, ripristini non omogenei, avvallamenti, rattoppi deteriorati e interventi che rischiano di compromettere decoro urbano e sicurezza. La fase sperimentale dei controlli, secondo la maggioranza, avrebbe confermato che il problema non è episodico ma strutturale, e che serve una procedura più rigorosa per verificare chi interviene sul suolo pubblico e come lo restituisce alla città.

Per il PD, il voto contrario di Levante e Medio Levante non rappresenta quindi solo una divergenza amministrativa, ma una presa di posizione politica contro un sistema di verifiche più severo. La maggioranza sostiene che chi si oppone al regolamento debba spiegare ai residenti perché rifiutare uno strumento nato per tutelare strade, marciapiedi, spazi pubblici e qualità dei ripristini.

La partita ora si sposta sul piano istituzionale e politico. Da una parte la giunta e il centrosinistra rivendicano i primi risultati dei controlli e puntano a consolidare il regolamento come strumento ordinario di tutela del suolo pubblico. Dall’altra, i due Municipi contrari vengono chiamati a motivare un no che, secondo il Partito Democratico, appare isolato rispetto al resto della città e difficile da sostenere davanti ai numeri emersi sul campo.


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